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Solvency II: i cambiamenti più rilevanti della riforma per gli allocatori

Solvency II: i cambiamenti più rilevanti della riforma per gli allocatori

La direttiva di revisione e modifica del 2025 a Solvency II, che entrerà in vigore il 30 gennaio 20271, rappresenta l’aggiornamento più significativo della regolamentazione assicurativa europea da quando il quadro normativo è stato istituito. Le revisioni mirano a stimolare l’economia reale incentivando gli investimenti di lungo termine, con un rilascio stimato di 80 miliardi di euro2 di capitale da parte degli assicuratori europei.

Le modifiche includono:

  • Requisiti patrimoniali aggiornati per alcune asset class;
  • Aspettative di governance rafforzate attraverso una maggiore integrazione del rischio climatico;
  • Maggiore flessibilità degli investimenti grazie alla semplificazione dei requisiti in alcune aree;
  • Riduzione dei requisiti regolamentari per le imprese di minori dimensioni.


La guida aggiornata mira a riflettere l’effettiva economia e i rischi di un universo investibile più ampio, contribuendo così a rendere i portafogli più solidi nel tempo e ad aumentare la resilienza del settore assicurativo grazie a una maggiore diversificazione. Asset class che in precedenza risultavano antieconomiche o meno attraenti a causa del loro trattamento patrimoniale potrebbero ora diventare più interessanti per gli assicuratori.

Un nuovo panorama regolamentare

Comprendere cosa sta cambiando e quali potenziali benefici comporta ciascuna modifica è il punto di partenza per qualsiasi assicuratore che voglia posizionare il proprio bilancio e la propria strategia di investimento in vista di gennaio 2027. Le revisioni interessano ciascuno dei tre pilastri, il primo dei quali presenta le implicazioni di investimento più significative per gli assicuratori. 

Pilastro I: requisiti patrimoniali e quantitativi 

Margine di rischio

Il margine di rischio è un buffer aggiuntivo all’interno delle riserve tecniche di un assicuratore, concepito per coprire il costo della detenzione di capitale a fronte di rischi che non possono essere coperti, tenendo conto del valore temporale del denaro e del costo di detenzione di tale capitale.

Dopo gennaio 2027, il costo del capitale utilizzato nel calcolo del margine di rischio scenderà dal 6% al 4,75%3. Il quadro riformato introduce inoltre un nuovo parametro lambda, il cui scopo è ridurre il peso attribuito alle passività con scadenze molto lunghe, rendendo il margine di rischio meno sensibile ai movimenti dei tassi di interesse. Nel complesso, queste modifiche dovrebbero ridurre le riserve tecniche e liberare capitale per molti assicuratori, sebbene rimanga in discussione un valore minimo che potrebbe limitarne i benefici.

Quali rischi copre il margine: il margine di rischio è un buffer aggiuntivo oltre alle best-estimate liabilities e copre i rischi di sottoscrizione, operativi e di mercato.

Gli assicuratori che ne beneficeranno di più: le riforme sono particolarmente rilevanti per gli assicuratori con passività di durata molto lunga, in particolare per gli assicuratori vita e per le compagnie danni esposte a obbligazioni di lungo periodo.

Rischio di tasso di interesse

Curva risk-free: invece di fare affidamento principalmente sull’estrapolazione oltre i 20 anni, la nuova metodologia incorpora ulteriori dati di mercato a lunga scadenza e combina tali tassi con l’Ultimate Forward Rate nella costruzione della curva di sconto. L’obiettivo è affrontare meglio i rischi reali cui sono esposti gli assicuratori. Poiché il nuovo approccio si basa maggiormente su assunzioni di mercato, è probabile che il valore delle passività aumenti; al tempo stesso, tuttavia, esso dovrebbe rappresentare in modo più fedele il comportamento degli attivi a lungo termine utilizzati dagli assicuratori a fini di copertura. Questo dovrebbe contribuire a ridurre i disallineamenti tra attivi e passivi e a migliorare l’efficacia delle strategie di copertura del rischio di tasso.

Shock del requisito patrimoniale di solvibilità (SCR): nel quadro rivisto, gli stress sui tassi di interesse saranno calcolati usando una combinazione di shock moltiplicativi e additivi, invece di basarsi esclusivamente su shock percentuali relativi. Questa modifica è pensata per cogliere meglio il rischio in diversi contesti di tasso, in particolare quando i tassi sono bassi o negativi. Il quadro rivisto consente inoltre esplicitamente scenari di tassi negativi, con ipotesi di stress più severe e requisiti patrimoniali potenzialmente più elevati per il rischio di tasso di interesse. In pratica, ciò aumenterà probabilmente la pressione verso un più stretto asset-liability matching.

Volatility adjustment (VA)

Il Volatility adjustment è concepito come una misura anticiclica per attenuare l’impatto delle variazioni quotidiane degli spread sul bilancio di un assicuratore. L’intento originario del VA era ridurre il rischio che la volatilità di breve termine del mercato costringesse gli assicuratori a vendere attivi nel momento sbagliato, amplificando così gli shock di mercato.

Le modifiche intendono sostenere tale finalità e allineare meglio il beneficio regolamentare con l’effettiva esposizione economica dei singoli assicuratori, evitando volatilità artificiale.

Application ratio: determina la quota di ampliamento degli spread riflessa nel VA e aumenta dal 65% all’85%4 , contribuendo a ridurre la volatilità di bilancio nei periodi di stress di mercato.

Credit spread sensitivity ratio (CSSR): il CSSR viene introdotto per mitigare il rischio di una compensazione superiore alle effettive perdite di investimento derivanti dall’ampliamento degli spread di credito. Il nuovo CSSR è pensato per garantire che il VA rifletta con maggiore accuratezza il reale rischio di credito. Riflette meglio le effettive detenzioni dell’assicuratore e riduce quindi il rischio che gli assicuratori ricevano un alleggerimento regolamentare superiore alle perdite attese derivanti dall’allargamento degli spread creditizi.

Eliminazione dell’effetto cliff edge: l’attuale quadro del VA può produrre cambiamenti bruschi nell’alleggerimento regolamentare al verificarsi di determinate condizioni, creando effetti di “cliff-edge” nei requisiti patrimoniali. Il quadro rivisto sostituisce la componente specifica per Paese con una componente macroeconomica per il business denominato in euro, contribuendo a rendere più graduali queste transizioni e ad allineare meglio gli esiti patrimoniali ai movimenti di mercato sottostanti.

Symmetric adjustment mechanism (SAM)5

Il SAM adegua i requisiti patrimoniali azionari in funzione delle condizioni di mercato, riducendo gli assorbimenti dopo ribassi di mercato e aumentandoli dopo periodi di forte performance. È concepito per evitare che gli assicuratori siano costretti ad agire in modo prociclico quando i mercati azionari si muovono bruscamente. Quando le azioni salgono in modo marcato, gli assorbimenti patrimoniali aumentano, e viceversa. Le riforme consentono una maggiore flessibilità nel SAM, ampliando l’intervallo da +/-10% a +/-13%, contribuendo così ad attenuare l’impatto delle oscillazioni temporanee dei mercati azionari sui requisiti patrimoniali degli assicuratori.

Investimenti azionari di lungo termine

Nell’ambito di Solvency II, gli assicuratori possono beneficiare di un trattamento patrimoniale più favorevole per le partecipazioni azionarie che intendono detenere realmente nel lungo periodo. Tuttavia, le regole sono state restrittive, limitando in modo significativo il numero di assicuratori che ne hanno usufruito. Le riforme eliminano il requisito di ring-fencing, riducono il periodo minimo di detenzione a cinque anni e sostituiscono i ristretti criteri di eleggibilità con un requisito di diversificazione. Questi cambiamenti dovrebbero incoraggiare un maggiore ricorso alle allocazioni azionarie di lungo termine.

Modifiche alle attività cartolarizzate

Nell’ambito di Solvency II, le cartolarizzazioni sono suddivise in quattro categorie regolamentari, con requisiti patrimoniali che variano significativamente tra di esse. Il quadro distingue tra titoli ‘simple, transparent and standardised’ (STS) e non-STS, differenziando poi ulteriormente ciascuna categoria tra tranche senior e non senior. In pratica, il quadro esistente ha imposto assorbimenti patrimoniali così elevati che, tra gli assicuratori che utilizzano la formula standard, sono comuni solo le cartolarizzazioni senior STS. Le riforme riducono i requisiti patrimoniali in tutte e quattro le categorie, ma in particolare per i titoli senior non-STS.

Titoli senior STS: le riforme porteranno gli assorbimenti patrimoniali per le obbligazioni senior STS più vicino a quelli applicabili a covered bond o obbligazioni societarie con rating equivalente, a seconda della qualità creditizia. Ciò migliorerà ulteriormente l’attrattività relativa per gli assicuratori.

Titoli senior non-STS: l’economia del credito strutturato senior sarà radicalmente trasformata per gli assicuratori a partire da gennaio 2027. Ad esempio, l’attuale quadro regolamentare richiede un assorbimento patrimoniale del 62,5% per una tranche di collateralised loan obligation (CLO) a cinque anni con rating AAA. A seguito della riforma, il requisito patrimoniale scenderà ad appena il 13,5%6  per la stessa tranche.

Pilastro II: governance e gestione del rischio

Proporzionalità: il quadro di proporzionalità riconosce che i requisiti regolamentari dovrebbero essere proporzionati alla natura, alla dimensione e alla complessità dei rischi assunti da un assicuratore. Le riforme introducono un quadro di proporzionalità che consente agli assicuratori più piccoli e meno complessi di soddisfare alcuni requisiti di Solvency II in modo più semplice. L’obiettivo è ridurre l’onere regolamentare mantenendo al contempo la tutela degli assicurati.

Rischi climatici e di liquidità: i rischi climatici e di liquidità sono integrati in modo più esplicito nell’ambito delle riforme. Gli assicuratori sono tenuti a valutare la materialità del rischio climatico e, ove esso sia rilevante, ad analizzare scenari climatici di lungo termine attraverso l’own risk and solvency assessment (ORSA), mantenendo al contempo capacità proporzionate di gestione del rischio di liquidità, inclusa una pianificazione prospettica della liquidità e indicatori per monitorare situazioni di stress.

Pilastro III: reporting e informativa

Tassonomia di reporting: il reporting passa alla tassonomia 2.10.0, sostituendo la 2.8.2 e allineando l’informativa al quadro Solvency II rivisto. Il nuovo regime introduce un pacchetto di reporting semplificato, con alcuni template eliminati o rivisti, requisiti ridotti per gli assicuratori più piccoli e un reporting più dettagliato in aree mirate quali rischio catastrofale, esposizioni look-through e dati sulle controparti.

Revisione esterna: il quadro rivisto introduce un requisito mirato di revisione esterna. Richiedendo che lo stato patrimoniale pubblicato nel Solvency and Financial Condition Report sia soggetto a verifica indipendente, la riforma intende rafforzare l’affidabilità, la credibilità e la coerenza delle informazioni Solvency II rese pubbliche. Inoltre, sostiene una maggiore fiducia da parte delle autorità di vigilanza e del mercato nella posizione finanziaria dichiarata dagli assicuratori.

Cosa significa per il vostro portafoglio

Sebbene il reddito fisso investment grade sia destinato a rimanere l’allocazione centrale, è probabile che la gamma di attivi idonei si ampli. L’approccio tradizionale si era già evoluto prima delle modifiche a Solvency II, poiché gli assicuratori cercavano modi più efficienti per allineare i portafogli di attivi alle passività di lungo termine, gestendo al contempo i vincoli patrimoniali.

Il quadro rivisto crea un margine più ampio per allineare i portafogli agli obiettivi di bilancio. Assorbimenti patrimoniali più bassi su attivi come le cartolarizzazioni senior non-STS, insieme alle riforme sugli investimenti azionari di lungo termine e sul reddito fisso, rendono una gamma più ampia di attivi a rendimento più elevato più efficiente in termini di capitale per gli assicuratori.

I benefici varieranno da assicuratore ad assicuratore, in funzione di fattori quali durata e tipologia delle passività, solvibilità, buffer di capitale e composizione attuale degli attivi. Tuttavia, le riforme dovrebbero consentire ai portafogli di allinearsi meglio alle passività di lungo termine e agli obiettivi di capitale, riducendo al contempo la volatilità non necessaria e sostenendo una strategia di investimento più efficiente.

BNY collabora con gli assicuratori per valutare come il cambiamento regolamentare interagisca con la struttura di bilancio, le considerazioni patrimoniali e l’asset allocation strategica, e per tradurre tali implicazioni in decisioni pratiche di portafoglio.

Considerazione finale

Le modifiche relative al 2027 a Solvency II non riscrivono i fondamenti dell’investimento assicurativo, ma cambiano l’efficienza con cui gli assicuratori possono posizionare i propri portafogli. Per le imprese pronte a riesaminare i propri bilanci prima dell’attuazione, le riforme possono creare una significativa flessibilità aggiuntiva in termini di capitale, asset allocation e costruzione di portafoglio. 

1 “Solvency II Updates: Technical Provisions & Own Funds”, Finalyse, 29 ottobre 2025

2 “Solvency II Update Offers EU Insurers €80 Billion In Capital Relief”, S&P Global, 10 giugno 2024

3 “Solvency II review 2025”, Deloitte Luxembourg, 18 marzo 2025

4 “Solvency II review 2025”, Deloitte Luxembourg, 18 marzo 2025

5 “Equity Risk Stressing and the Symmetric Adjustment”, Ashurst Perkins Coie, 7 maggio 2026

6 “Solvency II reform broadens insurer access to global securitised”, Janus Henderson, 13 marzo 2026

Il valore degli investimenti e i redditi derivanti dagli investimenti potrebbero variare e gli investitori potrebbero non recuperare l’importo investito.


1928100 - 4 marzo 2027

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