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Outlook Real Return: 6 per il 2026

Outlook Real Return: 6 per il 2026

Ella Hoxha, Co-head of Real Return team di BNY Investments Newton, prevede prospettive costruttive ma fragili per i mercati finanziari, con opportunità derivanti dal potenziale allentamento della politica monetaria bilanciate dai rischi persistenti, tra cui inflazione e vincoli di valutazione.

1. Resilienza della crescita nonostante i rischi persistenti

Bilanci solidi, condizioni macroeconomiche favorevoli e politiche monetarie accomodanti sono in grado di offrire un terreno fertile perché l’economia globale continui a crescere all’inizio del 2026. Negli Stati Uniti, i tassi d’interesse più bassi e gli incentivi fiscali dovrebbero stimolare l’attività economica, mentre il continuo sviluppo dell’intelligenza artificiale (IA) e dei data center potrebbe determinare un’impennata della spesa in conto capitale. In Europa, la crescita dovrebbe essere favorita dall’aumento della spesa fiscale per la difesa e le infrastrutture, in particolare in Germania. Permangono tuttavia alcuni rischi, tra cui le valutazioni elevate delle azioni – soprattutto negli Stati Uniti – nonché i segnali di indebolimento del mercato del lavoro statunitense e le continue difficoltà delle famiglie a basso reddito. In questo contesto, abbiamo modificato l’allocazione in azioni e da una posizione sovrappesata abbiamo adottato un orientamento più neutrale. Continuiamo a gestire diligentemente le posizioni di copertura per cercare di proteggere i portafogli dalla potenziale volatilità al ribasso.

2. Obbligazioni sovrane: alla ricerca di valore in un panorama divergente

Riteniamo che le prospettive del reddito fisso saranno strettamente legate ai rendimenti reali e alle aspettative inflazionistiche. Per quanto riguarda i titoli di Stato dei mercati sviluppati, preferiamo i mercati con curve dei rendimenti ripide (ovvero in cui i rendimenti a lungo termine sono in aumento a un ritmo più rapido rispetto a quelli a breve termine). I titoli di Stato a lungo termine rimangono vulnerabili a una politica fiscale accomodante e siamo consapevoli degli elevati livelli delle emissioni di debito pubblico in mercati sviluppati come Stati Uniti e Regno Unito. Nel caso l’inflazione si rivelasse più persistente del previsto, i rendimenti a più lungo termine potrebbero rimanere elevati, con ripercussioni sui costi di finanziamento del debito pubblico. Continuiamo a ravvisare opportunità tra le obbligazioni sovrane dei mercati emergenti in valuta locale senza copertura, in particolare quelle dei Paesi esportatori di materie prime, che potrebbero essere sostenute dalla debolezza del dollaro USA.

3. Solidità di fine ciclo e opportunità selettive nei mercati del credito

Il gioco di equilibri alla base dell’economia globale caratterizza anche il ciclo del credito. Nonostante alcuni episodi di tensione sul mercato del credito privato e l’allineamento degli spread sul credito ai modelli storici di fine ciclo, i fondamentali rimangono solidi. La crescita globale e le tendenze della politica monetaria potrebbero contribuire a prolungare questa fase e riteniamo che comunque non mancheranno opportunità per gli investitori più attenti, in particolare nel segmento high yield. In Europa, in particolare, il premio di rendimento rispetto agli USA è diminuito, ma è ancora sostenuto da una solida domanda globale e da uno scenario macroeconomico complessivamente favorevole.

4. Azioni: un insieme diversificato di opportunità globali

Nel comparto azionario, riteniamo che la solidità potrebbe restare circoscritta a determinati segmenti. Le prospettive di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve potrebbero migliorare il sentiment, ma il mercato USA deve fare i conti con valutazioni più elevate e minori margini di ulteriore crescita. Nel frattempo, l’Europa, alcune parti dell’Asia e i mercati emergenti potrebbero beneficiare del sostegno politico, delle riforme strutturali e della rotazione dei capitali. Uno dei principali driver della recente performance del mercato è rappresentato dalle società che hanno sviluppato e abilitato l’IA; tuttavia, con l’espansione dell’adozione di questa tecnologia, ravvisiamo crescenti opportunità in tutte le aree che supportano l’ecosistema dell’IA, come gli operatori di data center e i fornitori di infrastrutture. Inoltre, abbiamo aumentato l’esposizione al settore sanitario, poiché ravvisiamo valutazioni interessanti e fondamentali solidi, oltre a un contesto politico più favorevole.

5. Potenziali beneficiari di un dollaro USA più debole

Un dollaro USA più debole rappresenta un catalizzatore cruciale dello “scenario base”: ipotizzando che si verifichino i tagli dei tassi previsti, ciò dovrebbe avvantaggiare una serie di valute dei mercati sviluppati ed emergenti. L’euro, lo yen e alcune valute legate alle materie prime potrebbero rafforzarsi, sostenute anche dai differenziali dei tassi locali o dagli incentivi fiscali. Tuttavia, eventuali decisioni inaspettatamente restrittive da parte della Federal Reserve, sorprese sul fronte dei dati relativi all’inflazione o una rinnovata avversione al rischio a livello globale potrebbero riportare i flussi verso il dollaro in qualità di valuta rifugio.

6. Strumenti alternativi: oro, metalli ed energia in primo piano

Il motivo principale della costante solidità delle materie prime è il contesto economico di fine ciclo, nel corso del quale questi asset realizzano di solito performance robuste. Riteniamo che i metalli preziosi, soprattutto l’oro, potrebbero continuare a rappresentare un valido strumento di diversificazione del portafoglio e protezione dall’inflazione, vista la persistente incertezza politica e i livelli di debito elevati; di conseguenza, manteniamo l’esposizione. Ravvisiamo opportunità anche nei metalli industriali, data la sostenuta domanda legata alla transizione energetica, alle tendenze di elettrificazione e all’evoluzione tecnologica. Infine, i prezzi dell’energia, in particolare del petrolio, potrebbero sorprendere al rialzo in presenza di interruzioni dell’approvvigionamento, eventi geopolitici o un rafforzamento della domanda.

Questo articolo fa parte della serie “Outlook per il 2026”, in cui i nostri esperti finanziari rispondono a 6 domande essenziali degli investitori. L’Outlook completo è disponibile qui.

Il valore degli investimenti e il reddito realizzato possono diminuire o aumentare e gli investitori potrebbero non recuperare l’importo inizialmente investito.


2919651 Scadenza: 30 giugno 2026

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