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Lo stretto di Hormuz, molteplici conseguenze: il nesso energia-cibo-acqua

Lo stretto di Hormuz, molteplici conseguenze: il nesso energia-cibo-acqua

Con le tensioni in Medio Oriente la sicurezza energetica torna in primo piano tra i fattori di rischio sovrano, accanto alla crescita e al debito. Analizziamo i principali punti di vulnerabilità nei sistemi globali di energia, cibo e acqua, e le potenziali implicazioni per stati sovrani e aziende.


Punti chiave

  • Le interruzioni nei principali snodi di transito mettono sotto pressione i sistemi energetici, alimentari e idrici, ampliando i rischi per la stabilità economica globale e per le catene di fornitura, ben oltre petrolio e gas, fino a fertilizzanti e prodotti chimici.
  • Il nesso energia-cibo-acqua mostra come uno shock sugli input industriali possa attraversare più settori, ridisegnando le catene di fornitura globali e le dinamiche inflazionistiche.
  • I principali Paesi importatori, come India, Cina e altre economie asiatiche, si trovano in una posizione di maggiore vulnerabilità, con il rischio di un riorientamento degli scambi e di pressioni inflazionistiche più persistenti nei settori delle costruzioni, dell’alimentazione e della manifattura. 
  • I rischi inflazionistici persistenti e le sfide alla sicurezza dell’approvvigionamento richiedono strategie di stress test e copertura dei rischi.
     

Il conflitto in Medio Oriente e le tensioni nello Stretto di Hormuz stanno colpendo in primo luogo i mercati del petrolio e del gas. Ma gli effetti si stanno propagando alle catene di fornitura dei fertilizzanti, ai prezzi alimentari, alla produzione di energia elettrica e alla sicurezza idrica — in particolare nel Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG)¹ e in tutta l’Asia.

Qualora il conflitto dovesse protrarsi, sarebbe difficile prevedere quando i flussi energetici potrebbero tornare alla normalità. Un’interruzione prolungata potrebbe aumentare significativamente i rischi per la crescita globale e l’inflazione, con effetti particolarmente pesanti in Asia.

Ma questa non è solo una questione di petrolio, poichè è soprattutto la storia di come uno shock geopolitico possa propagarsi attraverso le catene di fornitura fino a riflettersi sull’inflazione, sui margini aziendali, sul rischio sovrano e sui temi di investimento di lungo periodo.

Riteniamo che anticipare questi rischi e gestirli nei sistemi energetici, alimentari e idrici sia l’approccio più efficace nel lungo termine.

Valutazione del conflitto

La situazione è ancora in rapida evoluzione. Anche in caso di cessate il fuoco, le perturbazioni nel mercato energetico globale si protrarranno probabilmente per diversi mesi. I prezzi del petrolio e del gas naturale liquefatto (GNL) potrebbero restare elevati nella seconda metà del 2026, e potenzialmente oltre. L’impatto su crescita e inflazione varierà in modo significativo da Paese a Paese, con il peso maggiore sulle economie asiatiche importatrici di energia e su alcune parti d’Europa. Un deterioramento della fiducia potrebbe aumentare il rischio di una frenata più profonda.
 


Il nesso energia-cibo-acqua

Le interruzioni nell’approvvigionamento energetico possono propagarsi attraverso i sistemi di produzione alimentare e le infrastrutture idriche, trasformando un problema energetico localizzato in un rischio di portata più ampia. Questo fenomeno può influenzare i sistemi economici attraverso quattro principali canali:Increased fertiliser production costs

  • Aumento dei costi di produzione dei fertilizzanti
  • Difficoltà nella logistica agricola
  • Incremento dei costi di trasformazione alimentare
  • Riduzione della disponibilità di combustibile per uso domestico
     


Potenziali rischi per il sistema energetico

GNL: I mercati del gas naturale liquefatto sono altamente esposti al rischio a causa della concentrazione dell’offerta e dell’assenza di rotte alternative se lo Stretto di Hormuz venisse bloccato. La ripresa delle spedizioni sarebbe cauta, mantenendo elevati i prezzi del greggio Brent. Il rilascio di riserve strategiche potrebbe limitare i picchi, ma non risolverebbe le carenze di prodotti raffinati, in particolare in Asia dove il greggio pesante scarseggia, con il rischio di problemi nell’approvvigionamento di diesel, carburante marino e aviazione.

Elio: Rappresenta una vulnerabilità critica; anche piccole interruzioni nell’approvvigionamento possono avere impatti significativi su settori come la sanità, i semiconduttori e l’aerospazio, aumentando i costi e riducendo la disponibilità. Queste perturbazioni potrebbero non riflettersi pienamente negli indici standard dei prezzi energetici, mascherandone gli effetti economici più ampi.

GPL: Il gas di petrolio liquefatto (GPL), composto principalmente da propano e butano, viene trasportato in pressione o refrigerato attraverso condotte, treni, camion, chiatte e petroliere. Il commercio internazionale dipende da navi specializzate — come le VLGC (very large gas carrier) — sulle principali rotte. Le perturbazioni possono colpire la produzione, il carico all’esportazione, il trasporto e la distribuzione locale.

Asia: L’Asia dipende da fornitori esterni di GPL, principalmente Stati Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Kuwait - con una quota di scambi che coinvolge l’Iran quando le sanzioni lo consentono. Tra i rischi principali vi sono la perdita di accesso al GPL del Golfo, rotte di navigazione più lunghe, riduzione del numero di navi disponibili, costi di trasporto più elevati e congestione nei terminal.

Implicazioni per il sistema energetico nei diversi Paesi

Nel Sud e Sud-Est asiatico, i rischi principali sono l’instabilità sociale e l’aumento dell’inflazione. Nell’Asia orientale, vi è un rischio maggiore di riduzione dei margini industriali e di potenziale rallentamento dell’attività produttiva, mentre il Giappone è meglio protetto dalla carenza di GPL grazie alle proprie scorte e alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, sebbene possa comunque risentire delle variazioni nei benchmark dei prezzi e nei costi di trasporto.
 


Potenziali rischi per la sicurezza alimentare derivanti dalle perturbazioni energetiche

Il GPL sostiene i sistemi alimentari attraverso quattro canali principali.

  • Cucina domestica: In molti Paesi in via di sviluppo, come India, Indonesia, Bangladesh e Vietnam, il GPL è il principale combustibile per la cucina domestica. Qualsiasi variazione nell’offerta o nel prezzo del GPL ha un impatto diretto sulla preparazione dei pasti per milioni di famiglie.
  • Produzione di fertilizzanti: I feedstock idrocarburici come il GPL sono indispensabili per la produzione di fertilizzanti, fondamentali per sostenere il 30-50% dei raccolti agricoli globali². La componente energetica nella produzione di fertilizzanti è difatti un fattore determinante nel modo in cui i prezzi dell’energia influenzano i costi alimentari.
  • Logistica agricola: Combustibili come il GPL vengono utilizzati per alimentare macchinari agricoli, veicoli e sistemi di irrigazione. Perciò, le perturbazioni o gli aumenti dei costi del carburante possono rendere più costoso produrre e trasportare il cibo.
  • Trasformazione alimentare: Molte attività di lavorazione alimentare richiedono calore industriale, spesso generato tramite GPL. Prezzi più elevati o carenze di GPL possono quindi aumentare i costi dei produttori alimentari e incidere sulla disponibilità e sull’accessibilità economica degli alimenti trasformati.

Potenziali rischi per la sicurezza idrica derivanti dalle perturbazioni energetiche

La Banca Mondiale evidenzia che i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) sono responsabili della produzione di quasi la metà dell’acqua desalinizzata nel mondo³. Questa risorsa fornisce circa il 75% dell’approvvigionamento idrico urbano nel CCG⁴, risultando essenziale per il consumo potabile, l’agricoltura e le attività industriali necessarie a sostenere gli attuali livelli demografici.
 


Alcuni Paesi del CCG dispongono di meno di 100 metri cubi di acqua dolce rinnovabile per persona all’anno — ben al di sotto della soglia di 500 metri cubi che definisce la condizione di scarsità idrica assoluta⁵. Molti degli impianti di desalinizzazione del CCG si trovano in posizioni costiere, esposte a rischi quali attacchi militari diretti, interruzioni dell’approvvigionamento elettrico, minacce alla sicurezza marittima e possibilità di contaminazione dell’acqua marina.

Implicazioni per gli investimenti

In generale, mentre i Paesi importatori di energia subiranno probabilmente effetti negativi sui saldi commerciali, quelli esportatori potrebbero registrare risultati contrastanti, poiché le limitazioni dell’offerta, l’aumento dei costi assicurativi e le maggiori spese logistiche ne riducono i potenziali benefici.

Per gli stati sovrani, l’interconnessione tra energia, cibo e acqua potrebbe implicare che le perturbazioni energetiche generino pressioni inflazionistiche durature e sfide fiscali di lungo periodo, in particolare nei Paesi con ampi sussidi su carburanti e alimenti. Questo potrebbe aumentare non solo i rischi di prezzo nel breve termine, ma anche le preoccupazioni di medio termine sui bilanci sovrani e sulla stabilità politica.

La nostra valutazione del rischio per gli stati sovrani è riportata nella Tabella 2, che considera l’esposizione complessiva e la vulnerabilità di ciascun Paese nei sistemi energetici, alimentari e idrici.
 

Come le aziende sono esposte al nesso energia-cibo-acqua

Tra i soggetti che potrebbero beneficiare maggiormente di trend strutturali favorevoli figurano:

  • Esportatori di GPL nei mercati sviluppati
  • Compagnie di navigazione
  • Aziende coinvolte nella tecnologia e nelle infrastrutture di desalinizzazione
  • Alcune imprese di raffinazione e chimica statunitensi o europee

Al contrario, i principali rischi si concentrano in Medio Oriente e Asia, in particolare tra le aziende petrolchimiche e produttrici di fertilizzanti, a causa dell’aumento dei costi dei feedstock e dell’energia e della maggiore incertezza sugli utili. I settori dei consumi nei mercati emergenti e nelle economie in via di sviluppo — in particolare India, Pakistan, Bangladesh e Indonesia — potrebbero essere a rischio, così come le aziende nelle regioni con scarsità idrica, in primo luogo Qatar e Bahrein.

Potenziali temi di investimento di lungo periodo

Le future decisioni di investimento potrebbero essere influenzate dalla capacità di governi e imprese di rafforzare e adattare i sistemi energetici, idrici e alimentari, in particolare attraverso investimenti infrastrutturali, maggiore sicurezza degli approvvigionamenti e catene di fornitura più diversificate.

Nei settori dell’energia, dell’acqua e dell’alimentazione, diversi trend di investimento potrebbero rafforzarsi, tra cui:

  • Infrastrutture idriche: impianti di desalinizzazione alimentati da energie rinnovabili, miglioramento del riciclo delle acque reflue e tecnologie per l’efficienza idrica.
  • Sistemi alimentari: fertilizzanti a basse emissioni di carbonio, agricoltura di precisione e trasporto elettrificato degli alimenti.
  • Energia: l’attenzione potrebbe concentrarsi sull’elettrificazione del riscaldamento industriale, sull’ammoniaca verde e sulla produzione di idrogeno rinnovabile.

Conclusioni

A nostro avviso, tra le principali vulnerabilità dell’economia globale vi sono le rotte di trasporto dell’energia, la produzione di fertilizzanti dipendenti dagli idrocarburi e gli impianti di desalinizzazione situati su coste fragili. Se questi punti critici vengono colpiti, gli effetti possono propagarsi rapidamente attraverso le catene di fornitura, incidendo sull’inflazione, sulla disponibilità alimentare e sulla stabilità economica a livello regionale.

La situazione attuale dimostra la crescente importanza dei punti di strozzatura globali e dell’interconnessione tra i sistemi di energia, cibo e acqua nell’analisi degli investimenti. Quando un settore viene colpito, le conseguenze si ripercuotono spesso sugli altri, generando effetti macroeconomici significativi.

Per gli investitori di lungo periodo, la crisi potrebbe mettere in luce la rilevanza del nesso energia-cibo-acqua per un’analisi economica più ampia. La resilienza è sempre più considerata un’opportunità di investimento piuttosto che una semplice strategia difensiva. Tenere conto in modo proattivo dei rischi che attraversano i sistemi energetici, alimentari e idrici può aiutarci a posizionarci meglio per affrontare sia la volatilità di breve periodo che i cambiamenti strutturali di lungo termine.
 


Note a piè di pagina:

1Il Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) è un blocco politico ed economico regionale composto da sei stati del Golfo: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Bahrein e Oman.

2The future of fertiliser use – UK Parliament. 16 gennaio 2024.

3From Scarcity to Sustainability: The GCC’s Journey Towards Water Security, 26 marzo 2024, Banca Mondiale; The Role of Desalination in an Increasingly Water-Scarce World (PDF), marzo 2019, Banca Mondiale.

4Ibid.

5The Economics of Water Scarcity in the Middle East and North Africa (PDF), aprile 2023, Banca Mondiale.

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