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Domande e risposte: Tra potenziali opportunità di rendimento e esposizione globale

Domande e risposte: Tra potenziali opportunità di rendimento e esposizione globale

Harvey Bradley, Senior Portfolio Manager di Insight Investment, adotta un approccio opportunistico e attivo al reddito fisso e sostiene l’esposizione globale.

In un mercato in cui gli spread sul credito sono ridotti ma i rendimenti storicamente elevati, cosa dovrebbero prendere in considerazione gli investitori?

In ultima analisi, riteniamo che per la maggior parte degli investitori il rendimento sia più rilevante dello spread.

Per gli investitori interessati a ritorni stabili e affidabili dalle obbligazioni, il rendimento costituisce la remunerazione attesa nel lungo termine, a condizione che non si verifichi un default.

Nella maggior parte dei contesti macroeconomici, ci aspettiamo che gli spread sul credito e i rendimenti dei titoli di Stato siano negativamente correlati e si muovano in direzioni opposte; tuttavia, dalla pandemia la correlazione mensile di questi due parametri è sempre stata di -0,21: ciò significa che aspettare di investire in una fase di ampliamento degli spread non porterà necessariamente a rendimenti complessivi superiori.

Questo non vuol dire che gli spread sul credito non siano importanti, anzi, essi costituiscono una metrica di valutazione chiave, e i livelli attuali suggeriscono valutazioni tirate. Riteniamo, pertanto, che assumere un approccio attivo possa rivelarsi importante in questo caso. In qualità di player attivo con un ampio universo di opportunità, il nostro approccio prevede un’elevata selettività e il mantenimento di una riserva di liquidità per cogliere le eventuali opportunità offerte dalle fasi di sell-off del mercato.
 


Le stime di consensus indicano che l’economia sta rallentando: si tratta di una minaccia al credito?

Ammesso che la crescita nominale rimanga ampiamente positiva, il rallentamento dell'economia non rappresenta necessariamente un problema per il credito. D’altro canto, però, una significativa decelerazione dell’attività economica costituirebbe un pericolo per il credito. Anche se quello recessivo non è il nostro scenario di base, né quello delineato dalle previsioni di consensus, non possiamo escluderlo. In quest’ottica, ci concentriamo quindi sulla compensazione del rischio.

Purtroppo, al momento rileviamo che molti asset con rating creditizi più bassi e minore liquidità non offrono generalmente tale compensazione; tendiamo quindi a mantenere un profilo di qualità relativamente elevato e un adeguato livello di liquidità, per essere pronti a cogliere eventuali opportunità.

Il reddito fisso è interessante per chi è preoccupato dai rischi fiscali statunitensi sul mercato dei titoli del Tesoro USA?

A nostro avviso, alcuni investitori - in particolare quelli preoccupati dalle dinamiche del debito USA - potrebbero valutare l’opportunità di ampliare l’esposizione attraverso un approccio globale al reddito fisso.

Non consigliamo naturalmente di abbandonare completamente gli Stati Uniti, dal momento che un mercato di capitali di quelle dimensioni potrà offrire anche opportunità di qualche tipo al gestore attivo; la diversificazione globale, tuttavia, aumenta l’ampiezza dell’universo di investimento e, storicamente, ha sempre generato un flusso di rendimento meno volatile rispetto a quello di strategie incentrate su un singolo mercato.

Storicamente, le obbligazioni globali hanno offerto rendimenti più elevati con una volatilità significativamente inferiore rispetto alle obbligazioni statunitensi, se considerate con copertura valutaria. Dal 2005, gli Stati Uniti non sono mai stati il Paese con la performance migliore nell’ambito dell’indice Bloomberg Global Aggregate Bond (Global Agg) in un anno solare.

Le obbligazioni globali offrono inoltre un universo più ampio per chi dispone di team internazionali sufficientemente strutturati da poter individuare opportunità di alfa, che potrebbero essere legate all’aumento della divergenza di politica economica e all’incertezza politica (relativamente ai dazi, ad esempio), che potrebbe creare vincitori e perdenti a livello di settore e selezione dei titoli in tutto il mondo.


Dal momento che mercati come quelli di Europa e Giappone presentano tassi di interesse ufficiali significativamente più bassi rispetto agli Stati Uniti, ciò non rischia di penalizzare i rendimenti delle obbligazioni globali rispetto a quelli USA?

Questo sarebbe vero se si investisse senza copertura valutaria, ma in una strategia con copertura in USD, i costi della copertura valutaria per mercati come quelli europei o giapponesi risultano negativi, restituendo di fatto rendimento alla strategia. I costi di copertura sono determinati dai differenziali dei tassi di interesse a breve termine.

Ad esempio, la porzione in yen giapponesi del Global Agg rende attualmente l’1,6% in valuta locale, ma il 5,3% con copertura in dollari USA su base trimestrale, un valore superiore al rendimento del 4,2% della componente in dollari USA3.

D’altra parte, l’effetto è opposto per i mercati con tassi d’interesse più alti rispetto agli Stati Uniti, come il Messico. La quota in peso messicani del Global Agg rende l’8,3% infatti senza copertura valutaria, ma il 4,3% con copertura in dollari USA.

Complessivamente, però, poiché i rendimenti sono per lo più inferiori al di fuori degli Stati Uniti, il Global Agg rende il 3,4% senza copertura valutaria e il 4,4% con copertura in dollari USA, quindi leggermente più del 4,2% dei titoli di Stato statunitensi. In altre parole, le strategie obbligazionarie globali non obbligano a rinunciare al rendimento.


Un’esposizione a obbligazioni globali in valuta locale non coperta può trarre vantaggio da un dollaro indebolito nel tempo?

Sì, il vantaggio di investire senza copertura valutaria è che il portafoglio potrebbe beneficiare di un eventuale deprezzamento del dollaro USA nel tempo. In un portafoglio coperto, invece, le fluttuazioni valutarie diventano irrilevanti.

Le valute, tuttavia, sono molto volatili e possono finire per influenzare in maniera predominante la performance periodica di un portafoglio obbligazionario. Gli investitori in reddito fisso generalmente cercano una correlazione negativa con i mercati azionari, che può risultare meno affidabile se si assume un elevato rischio valutario.

Quali sono, al momento, i principali rischi del reddito fisso?

Ci troviamo in un periodo storico chiaramente anomalo e incerto, caratterizzato da molte fonti di incertezza sia tradizionali sia non convenzionali.

Nel breve termine, l’interesse continuo per la dinamica del debito sovrano statunitense ha comportato una maggiore sensibilità ai pattern di emissione dei titoli del Tesoro USA; allo stesso tempo, la domanda estera di titoli del Tesoro potrebbe indebolirsi, rappresentando una sfida per il mercato obbligazionario statunitense. Dal punto di vista fondamentale, una possibile riaccelerazione dell’inflazione nei mercati sviluppati potrebbe limitare la capacità delle autorità monetarie di sostenere la debolezza dell’economia con stimoli monetari. A nostro avviso, questi rimangono rischi di coda, ma di entità sufficiente da poter influenzare in modo significativo la performance complessiva dell'asset class.

Altrove, la continua ricalibrazione del commercio globale potrebbe avere effetti imprevisti sulla domanda del settore privato.

In definitiva, riteniamo che tutto ciò renda opportuno un approccio basato sul valore, attento nella selezione dei titoli e pronto a cogliere opportunità diversificate nell’ampio universo dei mercati e dei settori del reddito fisso, con la flessibilità di impiegare rapidamente il capitale quando si presentano occasioni di valore.

Valuta

USD: Dollaro USA. EUR: Euro. JPY: Yen giapponese. CNY: Renminbi cinese GBP: Sterlina britannica. CAD: Dollaro canadese. SEK: Corona svedese. DKK: Corona danese. AUD: Dollaro australiano. KRW: Won sudcoreano. MYR: Ringgit malese. SGD: Dollaro di Singapore. NOK: Corona norvegese. NZD: Dollaro neozelandese. THB: Baht thailandese. CHF: Franco svizzero. HKD: Dollaro di Hong Kong. CLP: Peso cileno. CZK: Corona ceca. HUF: Fiorino ungherese. ILS: Nuovo shekel israeliano. MXN: Peso messicano. PLN: Zloty polacco. IDR: Rupia indonesiana.

L’alfa misura il rischio legato alla selezione dei titoli rispetto al mercato; un alfa positivo rappresenta il rendimento extra riconosciuto all’investitore per aver assunto un rischio e superato la performance del mercato. Punto base (pb): un centesimo di punto percentuale.

L’indice Bloomberg Global Aggregate Bond è una misura completa del mercato globale del reddito fisso investment-grade.
L’indice Bloomberg U.S. Aggregate Corporate Bond misura l’andamento del mercato delle obbligazioni corporate imponibili a tasso fisso di categoria investment grade. Per un investitore non è possibile investire direttamente in un indice.

Rischi

Le azioni sono soggette a rischi di mercato, settore, liquidità, emittente e stile di investimento, in misura variabile. Investire in titoli emessi all’estero o in valuta straniera comporta rischi specifici quali variazioni dei tassi di cambio, instabilità politica, economica e sociale, scarsità di informazioni sulle società, differenti standard giuridici e in materia di revisione contabile e minore liquidità di mercato. Nei Paesi appartenenti ai mercati emergenti tali rischi risultano generalmente più elevati. Le valute possono subire una diminuzione di valore rispetto alla valuta locale oppure, nel caso di posizioni coperte, la valuta locale può deprezzarsi rispetto alla valuta oggetto della copertura. Tali rischi possono aumentare la volatilità. Le obbligazioni sono soggette a rischi di tasso d’interesse, di credito, di liquidità, di rimborso anticipato e di mercato di varia entità. In linea generale, a parità di condizioni, il prezzo dei titoli obbligazionari è correlato negativamente alle variazioni dei tassi d’interesse; pertanto, l’aumento dei tassi può comportare un calo del relativo prezzo.

NEGLI STATI UNITI: DESTINATO ALLA DISTRIBUZIONE AL PUBBLICO.

IN TUTTE LE ALTRE GIURISDIZIONI: RISERVATO AGLI INVESTITORI ISTITUZIONALI, PROFESSIONALI E QUALIFICATI E AI CLIENTI QUALIFICATI.

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Le informazioni qui contenute riflettono opinioni generali e sono fornite unicamente a scopo informativo. Il presente materiale non è da intendersi come consulenza d’investimento né raccomandazione ad adottare una particolare strategia d’investimento. Le opinioni espresse sono soggette a variazioni senza notifica. Le performance passate non sono una garanzia di risultati futuri.

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©2025 THE BANK OF NEW YORK MELLON CORPORATION

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1indice Bloomberg US Aggregate Corporate Bond, ottobre 2025.

2Fonte: Bloomberg (Global Agg = indice Bloomberg Global Aggregate Bond, US Agg = indice Bloomberg US Aggregate Bond), ottobre 2025.

3indice Bloomberg Global Aggregate Bond, ottobre 2025


GU-744 - 7 Novembre 2026

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